Colpo di scena: dopo anni di crescita e di emergenza diminuisce il numero di incidenti stradali che vedono coinvolti motocicli e ciclomotori: secondo i dati di polizia e carabinieri, infatti, nei primi otto mesi dell'anno c'è stato un calo di oltre il 5 per cento del numero degli scontri con delle moto coinvolte e del 22 per cento di quelli riguardanti i motocicli.
Dati che, sottolinea la polizia stradale, sono in controtendenza rispetto al rapporto tra il 2006 e il 2007: l'anno scorso le vittime erano aumentate rispetto a due anni fa rispettivamente del 3 e del 13,5%.
"Purtroppo - spiegano però all'Asaps, associazione amici polizia stradale - su questi dati incombono due parzialità: la prima, consistente nel fatto che in ambito urbano la stragrande maggioranza dei rilievi sono effettuati dai corpi di Polizia Locale, le quali, negli ultimi anni, stanno potenziando le rispettive strutture infortunistiche. E, mancando un importante fonte come i Vigili Urbani, non è possibile tirare una somma; la seconda, relativa al fatto che non sempre i decessi avvengono nell'immediatezza dell'evento. Può capitare che una persona muoia per le conseguenze di un incidente ad alcune settimane dallo stesso, ed in questo caso solo i dati Istat garantiscono un'effettiva precisione. Ma, purtroppo, ciò non vale per la tempestività e così - in assenza dei dati della Polizia Locale che rileva già oggi il 52% dei sinistri - bisogna arrangiarsi (e sperare) con quel poco che abbiamo. I numeri che Polizia e Carabinieri fanno arrivare tempestivamente al Servizio Polizia Stradale, dicono che eventi e vittime sono in calo anche tra motocicli e ciclomotori. Le cifre indicano che gli impatti con esito fatale sono diminuiti del 3%, con un decremento superiore al 5% per quanto riguarda il numero di vittime. I risultati maggiori sarebbero quelli ottenuti sul fronte dei ciclomotori, che hanno fatto registrare un calo prossimo al 20%, con una punta di -22% sul fronte del numero delle vittime. Complessivamente, le vittime sulle due ruote sono calate rispetto al 2007 del 27%, mentre resta elevatissima la percentuale di mortalità per chi viaggia in sella: i centauri uccisi rappresentano il 25% del totale, mentre gli eventi mortali sono il 26,5%. La maggior parte degli incidenti mortali con coinvolgimento di motocicli hanno avuto come scenario principale la viabilità extraurbana (75% circa, contro il 17,5% circa dei centri abitati ed il 7,5% della viabilità autostradale). Le città restano il luogo più pericoloso per i biker, visto che rispetto al totale delle vittime in città (319), il 27% è rappresentato da motociclisti, in tutto 88".
(26 ottobre 2008)
repubblica.it |
|